E' ATTIVO IL SITO DELLE IMPRESE CHE RESISTONO:
www.impresecheresistono.org
mercoledì 8 luglio 2009
lunedì 6 luglio 2009
ATTENZIONE A ROMA IL 21 LUGLIO.... PER RESISTERE
LA MANIFESTAZIONE DI ROMA SPOSTATA AL 21 LUGLIO (leggere il programma)
Causa motivi organizzativi la manifestazione a Roma prevista in data martedì 14 luglio é stata spostata a martedì 21 luglio con il seguente programma:
ROMA 21 LUGLIO H. 10.00
PIAZZA DELLA REPUBBLICA
da qui una delegazione raggiungerà il Ministero delle Finanze sito in Via XX SETTEMBRE.
Per quanto riguarda i pulmann, non dovrebbero esserci problemi a sistemarli nelle vicinanze della stazione Termini.
Causa motivi organizzativi la manifestazione a Roma prevista in data martedì 14 luglio é stata spostata a martedì 21 luglio con il seguente programma:
ROMA 21 LUGLIO H. 10.00
PIAZZA DELLA REPUBBLICA
da qui una delegazione raggiungerà il Ministero delle Finanze sito in Via XX SETTEMBRE.
Per quanto riguarda i pulmann, non dovrebbero esserci problemi a sistemarli nelle vicinanze della stazione Termini.
domenica 5 luglio 2009
TUTTI A ROMA IL 14 LUGLIO PER CONTINUARE A RESISTERE
LE IMPRESE CHE RESISTONO, FINALMENTE UNITE, SARANNO A ROMA IL 14 LUGLIO
Anche dalla nostra regione si può aderire inviando una mail a: impresecheresistonocampania@gmail.com
Hanno sfilato a Torino alla fine di giugno, erano i piccoli e medi imprenditori, così essenziali ma così tremendamente minacciati da una crisi ogni giorno più pesante che travolge i colossi ma soffoca per primi i meno forti. In circa 800, hanno manifestato tutta la loro preoccupazione (e rabbia) sfilando in città, per essere poi ricevuti dalla presidente della Regione, Mercedes Bresso. Dietro lo striscione di «Impresecheresistono», il gruppo spontaneo di piccoli e medi imprenditori del Piemonte e del Nord Ovest, chiede «una riduzione dell’Irap, l’accesso al credito, il rinvio di dodici mesi delle scadenze bancarie senza oneri e interessi, e un posticipo di un anno anche di quelle previdenziali».
Il popolo delle piccole imprese si è subito mobilitato per la manifestazione nazionale di Roma del 14 luglio. Anche dalla Campania sono giunte le prime adesioni delle “impresecheresistono” e invocano «l’abolizione dell’anticipo delle imposte, sperano in ammortizzatori sociali, e soprattutto nella certezza dei pagamenti, ispirandosi al modello francese che concede non più di 45 giorni di tempo per saldare i debiti dall’ultimo giorno del mese in cui è stata emessa fattura». Migliaia di piccole e medie imprese «stanno subendo sulla propria pelle gli effetti di una crisi che è un vero e proprio terremoto economico» «Il calo degli ordinativi e delle prospettive produttive - si legge nei vari blog nati a seguito dell’evento - sta producendo effetti devastanti». Non è un semplice momento di difficoltà, è molto peggio. «Nonostante gli sforzi messi in campo dalle singole aziende, la prospettiva, per molti, è la cassa integrazione e la mancata conferma dei nuovi contratti». C’è chi è ferito ma resiste. E c’è chi rischia di soccombere entro fine anno. Sono questi i più disperati, ma la rivolta è comune. Per le piccole imprese l’Irap è un ladrocinio, gli ammortizzatori non ci sono. Le piccole imprese non chiedono carità, ma considerazione. Non favori, ma neanche torti. «Senza aiuti non sarà possibile resistere nei prossimi mesi».
Per adesioni ci sono vari blog, tra cui www.impresecheresistono.blogspot.com oppure si può inviare mail al seguente indirizzo: impresecheresistonocampania@gmail.com
Anche dalla nostra regione si può aderire inviando una mail a: impresecheresistonocampania@gmail.com
Hanno sfilato a Torino alla fine di giugno, erano i piccoli e medi imprenditori, così essenziali ma così tremendamente minacciati da una crisi ogni giorno più pesante che travolge i colossi ma soffoca per primi i meno forti. In circa 800, hanno manifestato tutta la loro preoccupazione (e rabbia) sfilando in città, per essere poi ricevuti dalla presidente della Regione, Mercedes Bresso. Dietro lo striscione di «Impresecheresistono», il gruppo spontaneo di piccoli e medi imprenditori del Piemonte e del Nord Ovest, chiede «una riduzione dell’Irap, l’accesso al credito, il rinvio di dodici mesi delle scadenze bancarie senza oneri e interessi, e un posticipo di un anno anche di quelle previdenziali».
Il popolo delle piccole imprese si è subito mobilitato per la manifestazione nazionale di Roma del 14 luglio. Anche dalla Campania sono giunte le prime adesioni delle “impresecheresistono” e invocano «l’abolizione dell’anticipo delle imposte, sperano in ammortizzatori sociali, e soprattutto nella certezza dei pagamenti, ispirandosi al modello francese che concede non più di 45 giorni di tempo per saldare i debiti dall’ultimo giorno del mese in cui è stata emessa fattura». Migliaia di piccole e medie imprese «stanno subendo sulla propria pelle gli effetti di una crisi che è un vero e proprio terremoto economico» «Il calo degli ordinativi e delle prospettive produttive - si legge nei vari blog nati a seguito dell’evento - sta producendo effetti devastanti». Non è un semplice momento di difficoltà, è molto peggio. «Nonostante gli sforzi messi in campo dalle singole aziende, la prospettiva, per molti, è la cassa integrazione e la mancata conferma dei nuovi contratti». C’è chi è ferito ma resiste. E c’è chi rischia di soccombere entro fine anno. Sono questi i più disperati, ma la rivolta è comune. Per le piccole imprese l’Irap è un ladrocinio, gli ammortizzatori non ci sono. Le piccole imprese non chiedono carità, ma considerazione. Non favori, ma neanche torti. «Senza aiuti non sarà possibile resistere nei prossimi mesi».
Per adesioni ci sono vari blog, tra cui www.impresecheresistono.blogspot.com oppure si può inviare mail al seguente indirizzo: impresecheresistonocampania@gmail.com
sabato 4 luglio 2009
ADERISCI ALLA MANIFESTAZIONE DEL 14 LUGLIO A ROMA
SE ANCHE TU FAI PARTE DEL MONDO CHE VUOLE REAGIRE, ALLORA ADERISCI ALLA MANIFESTAZIONE DI ROMA DEL 14 LUGLIO 2009. MANDA UNA MAIL, SOSTIENI LE IMPRESECHERESISTONO!
IMPRESE CHE RESISTONO....
alla fine di giugno una manifestazione delle imprese che resistono è stata così raccontata sulla stampa: http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/14291/
ed ancora su: http://archiviostorico.corriere.it/2009/luglio/02/SOFFERENZA_SILENZIOSA_co_9_090702003.shtml
ed ancora su: http://archiviostorico.corriere.it/2009/luglio/02/SOFFERENZA_SILENZIOSA_co_9_090702003.shtml
il 14 luglio a roma per continuare a.....resistere
per tutte le imprese che vogliono continuare a resistere (e intanto resistono) c'è l'appuntamento a roma del 14 luglio 2009. è importante esserci, perchè resistere non significa chiudersi nella propria azienda! per le adesioni scrivere a: impresecheresistonolombardia@yahoo.it
venerdì 3 luglio 2009
il denaro dei rimborsi....elettorali
IL DENARO DEI RIMBORSI …… ELETTORALI
Denaro fresco per le casse dei cinque partiti che inviano parlamentari a Strasburgo, vale a dire Pdl, Pd, Lega, Italia dei Valori e Udc. Il partito di Silvio Berlusconi, ad esempio, avra’ oltre 103 milioni di rimborsi elettorali, mentre quello di Dario Franceschini circa 84. A bocca asciutta rimarranno invece, per la prima volta, i partiti rimasti sotto la soglia del 4% imposta con la modifica alla legge elettorale europea varata quest’anno. Il calcolo dei soldi che andrà a ciascun partito è un po’ complicato. Il monte complessivo da distribuire è di cinque euro per ogni cittadino avente diritto al voto, quest’anno 50.341.790. La torta da spartire è dunque di 251.708.950 di euro.
Una somma ingente, equivalente per esempio al taglio al Fondo sociale effettuato dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti nella finanziaria del luglio scorso. Ad aver diritto ai rimborsi elettorali sono solo i partiti che eleggono almeno un eurodeputato; ma con la soglia del 4% introdotta quest’anno, sono solo cinque le formazioni che si spartiranno la somma complessiva. Quindi, ad esempio, il Pdl con il 35,25% dei voti non otterrà questa percentuale di rimborsi, bensì una fetta più grande. Infatti i suoi 10.807.176 voti vanno ponderati su quelli ottenuti dai soli cinque partiti che hanno acquisito il diritto al rimborso, vale a dire 26.391.247 (tutti i votanti sono stati infatti 30.645.386, al netto dell’astensione). La percentuale sale allora al 40,95%, ed è la fetta di rimborsi che otterrà. Stesso discorso vale per gli altri quattro partiti che accedono ai rimborsi.
La percentuale che spetta al Pd è del 30,34%, quella della Lega è dell’11,85%, quella di Di Pietro è del 9,29%, quella dell’Udc del 7,57%. Ecco dunque la tabella dei rimborsi che arriveranno nelle casse dei cinque partiti, secondo i calcoli fatti dall’ANSA sulla base dei risultati forniti dal ministero dell’Interno. Le somme saranno divise in cinque tranches uguali, che verranno assegnate annualmente a ciascun partito fino alla fine della legislatura europea, nel 2014.
PARTITO RIMBORSO ELETTORALE
Pdl 103.074.815,035 euro Pd 84.368.495,430 euro Lega 29.827.510,575 euro Idv 23.383.761,455 euro Udc 19.054.367,515 euro Per capire l’entità delle cifre che finiscono nelle casse dei partiti, basta considerare che 100 milioni sono quanto il governo ha destinato nel 2009 al Piano straordinario per costruire nuovi asili nido; 80 milioni sono l’intero piano di fondi per le politiche giovanili; 30 milioni è il finanziamento 2009 per le pari opportunità.
Denaro fresco per le casse dei cinque partiti che inviano parlamentari a Strasburgo, vale a dire Pdl, Pd, Lega, Italia dei Valori e Udc. Il partito di Silvio Berlusconi, ad esempio, avra’ oltre 103 milioni di rimborsi elettorali, mentre quello di Dario Franceschini circa 84. A bocca asciutta rimarranno invece, per la prima volta, i partiti rimasti sotto la soglia del 4% imposta con la modifica alla legge elettorale europea varata quest’anno. Il calcolo dei soldi che andrà a ciascun partito è un po’ complicato. Il monte complessivo da distribuire è di cinque euro per ogni cittadino avente diritto al voto, quest’anno 50.341.790. La torta da spartire è dunque di 251.708.950 di euro.
Una somma ingente, equivalente per esempio al taglio al Fondo sociale effettuato dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti nella finanziaria del luglio scorso. Ad aver diritto ai rimborsi elettorali sono solo i partiti che eleggono almeno un eurodeputato; ma con la soglia del 4% introdotta quest’anno, sono solo cinque le formazioni che si spartiranno la somma complessiva. Quindi, ad esempio, il Pdl con il 35,25% dei voti non otterrà questa percentuale di rimborsi, bensì una fetta più grande. Infatti i suoi 10.807.176 voti vanno ponderati su quelli ottenuti dai soli cinque partiti che hanno acquisito il diritto al rimborso, vale a dire 26.391.247 (tutti i votanti sono stati infatti 30.645.386, al netto dell’astensione). La percentuale sale allora al 40,95%, ed è la fetta di rimborsi che otterrà. Stesso discorso vale per gli altri quattro partiti che accedono ai rimborsi.
La percentuale che spetta al Pd è del 30,34%, quella della Lega è dell’11,85%, quella di Di Pietro è del 9,29%, quella dell’Udc del 7,57%. Ecco dunque la tabella dei rimborsi che arriveranno nelle casse dei cinque partiti, secondo i calcoli fatti dall’ANSA sulla base dei risultati forniti dal ministero dell’Interno. Le somme saranno divise in cinque tranches uguali, che verranno assegnate annualmente a ciascun partito fino alla fine della legislatura europea, nel 2014.
PARTITO RIMBORSO ELETTORALE
Pdl 103.074.815,035 euro Pd 84.368.495,430 euro Lega 29.827.510,575 euro Idv 23.383.761,455 euro Udc 19.054.367,515 euro Per capire l’entità delle cifre che finiscono nelle casse dei partiti, basta considerare che 100 milioni sono quanto il governo ha destinato nel 2009 al Piano straordinario per costruire nuovi asili nido; 80 milioni sono l’intero piano di fondi per le politiche giovanili; 30 milioni è il finanziamento 2009 per le pari opportunità.
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